Trapiantiamo una vita

Si è concluso il 14 aprile 2025, ma ha avuto inizio più di un anno fa, il percorso “Tra-piantiamo una vita”, volto a informare e sensibilizzare gli studenti delle scuole medie inferiori sul tema della donazione di organi e tessuti.

di Redazione riVivere

 “Ma se quel chicco hai gustato, sotterra dovrai, nell’abisso tornare ancora, e un terzo dell’anno abitare nell’Ade, e a me vicino gli altri due terzi, ed agli altri Celesti. Ma quando su la terra olezzino i fiori, e germogli ogni famiglia di piante, dal buio nebbioso soggiorno di nuovo tornerai, meraviglia ai Celesti e ai mortali.”

Inno a Demetra

È l’ultimo assestamento della terra umida intorno alle radici a sancire la fine del primo ciclo di questo progetto, che ha coinvolto i ragazzi delle scuole medie inferiori Frisi di Melegnano, il COP di Melegnano e l’AIDO.

Un albero di Melograno, che si erge timido e ancora insonnolito fuori dal suo vaso, mettendo radici per la prima volta in una terra vera, oggi bagnata da una pioggia fine ma insistente.

Un po’ come i pensieri di questi ragazzi che, dopo aver discusso di argomenti importanti e impegnativi, ora vanno timidamente formando la loro opinione, la loro consapevolezza e mettono radici solide nella società in cui vivono e dovranno confrontarsi.

Si è concluso il14 Aprile 2025, ma ha avuto inizio più di un anno fa, il percorso “Tra-piantiamo una vita”, volto a informare e sensibilizzare gli studenti delle scuole medie inferiori sul tema della donazione di organi e tessuti. Il lavoro congiunto di tutte le parti in campo – il Coordinamento Ospedaliero per la donazione organi tessuti e procurement, AIDO e soprattutto la scuola con i suoi insegnati ed alunni – di concerto con l’Assessorato alla Scuola di Melegnano, ha permesso di sviluppare e strutturare questo percorso formativo, culminato nella premiazione di elaborati realizzati dagli alunni stessi e nell’atto di piantare un albero nel giardino della scuola.

AIDO e COP avevano già avuto modo di frequentare le scuole e occuparsi di formazione e divulgazione nelle classi. È insito nell’indole stessa di queste organizzazioni l’interesse e la tensione verso la propagazione della cultura della donazione.

Nel caso delle scuole medie Frisi, tuttavia, è stato fatto un passo ulteriore. Non ci si è infatti limitati a fornire informazioni, in un percorso unidirezionale, teso dall’insegnante verso l’alunno. Dopo una serie di incontri è stato richiesto ai ragazzi un riscontro personale, un ritorno, nella forma espressiva a loro più congeniale.

L’interesse per l’argomento, l’abbondanza di domande, a volte ingenue ad un orecchio già edotto, ma non per questo meno importanti, a volte pertinenti e perspicaci, ha stupito tanto i loro stessi professori quanto noi formatori.

Si tende a dimenticare troppo spesso l’essenza transitiva della cultura, che vive e si alimenta del passaggio da un narratore ad un ascoltatore, pronto a sua volta a diventare egli stesso narratore per qualcun altro.

E non è forse questo stesso processo un trapianto? La cessione di una conoscenza che si trasmette, mai identica alla sua origine, a chi la accoglie: il ricevente.

L’insegnamento è per sua natura trapianto, da un donatore ad un ricevente. L’incontro con questi studenti ce l’ha nuovamente ricordato, arricchendo chi dava tanto quanto chi riceveva.

La scelta dell’albero piantato è altrettanto simbolica. Il melograno, come ci ricorda il mito di Proserpina, è il frutto della morte e della rinascita, in una complessa e inscindibile relazione che richiama immediatamente la materia della donazione di organi e tessuti.

In questa relazione solo in apparenza antitetica è racchiuso il significato etico più profondo del processo donativo, che gli studenti delle scuole medie Frisi hanno dimostrato pienamente di aver fatto loro.

Non sappiamo quando e come queste conoscenze daranno frutto; il melograno è un albero capriccioso, che germoglia incurante delle cadenze degli anni o delle stagioni, così che ogni suo chicco è una sorpresa.

Come un dono.

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