A Trento si è svolta la Riunione Tecnico-Scientifica del NITp, momento di confronto tra i professionisti della rete trapianti del Nord Italia. Sono stati presentati i dati 2025, che mostrano un lieve aumento dei donatori ma anche criticità, prime fra tutte l’alta percentuale di opposizioni alle Anagrafi. Ampio spazio è stato dedicato all’aggiornamento dei protocolli e alle nuove strategie per migliorare donazione e trapianto.
di Massimo Cardillo*
A Trento, presso la sede dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (ASUIT), lo scorso 9 marzo, si è tenuta la consueta Riunione Tecnico-Scientifica annuale del Nord Italia Transplant (NITp). La Riunione è un appuntamento storico di tutta la rete dei professionisti NITp, che si incontrano per discutere i temi più caldi che caratterizzano l’attività di donazione e trapianto di organi e tessuti, analizzare i dati, aggiornare i protocolli e formalizzare nuove iniziative. Il format dell’incontro è stato mantenuto analogo a quelli degli ultimi anni, con una sessione plenaria rivolta all’assemblea generale dei soci, più orientata ai temi del “donor procurement”, ed un simposio satellite più centrato sugli aspetti chirurgici del trapianto.
La riunione si è svolta in un momento molto particolare della storia del trapianto in Italia, con la rete ancora profondamente scossa per la morte del piccolo Domenico trapiantato di cuore al Monaldi di Napoli. Dopo i saluti dei rappresentanti delle Istituzioni locali e del Presidente NITp Lucia Pilati, la riunione si è aperta con la presentazione dell’attività nazionale di donazione e trapianto da parte del direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, collegato in remoto.
I dati 2025, presentati in forma di proiezione in quanto non ancora consolidati, hanno dimostrato un lieve ma significativo incremento dei donatori deceduti segnalati ed utilizzati nel nostro Paese, con le consuete disomogeneità regionali, anche se alcune Regioni del Centro-Sud Italia stanno dimostrando significativi segnali di ripresa. La proiezione annuale del dato sui donatori utilizzati supera il valore di 30 p.m.p., con una crescita esponenziale del numero dei donatori a cuore fermo, che rappresentano ormai più del 20% del totale. Continua ad aumentare l’età media dei donatori, che supera i 63 anni, così come la percentuale di donatori classificati a rischio diverso da standard, che rappresenta il 95%: a questo proposito, si è sottolineata l’importanza che i potenziali riceventi in lista d’attesa vengano informati su questi cambiamenti della popolazione dei donatori, in quanto un eventuale rifiuto a ricevere organi da donatori a rischio non-standard potrebbe rappresentare per loro una significativa riduzione delle probabilità di trapianto ed un importante allungamento dei tempi di attesa in lista. La percentuale delle opposizioni rilevate nelle rianimazioni si avvicina al 30%, anche qui con importanti variazioni nelle Regioni, ma un dato ancora più critico è quello delle opposizioni rilevate presso i Comuni al momento del rilascio o del rinnovo della carta di identità, che supera il 40%, con picchi che superano il 60% nelle fasce più anziane della popolazione: questo dato genera molta preoccupazione, in quanto l’opposizione manifestata in vita non può essere modificata dai familiari nel momento del decesso, e dimostra come la scarsa informazione sui temi della donazione e del trapianto possa incidere su questa decisione. Ancora stabile, senza rilevanti segnali di crescita, la donazione da vivente, con 382 casi, nonostante le numerose iniziative messe in atto dal Centro Nazionale Trapianti. Sul versante dei trapianti, in diminuzione rispetto al 2024 il numero dei trapianti di rene e di polmone, mentre cresce il numero di quelli di fegato e di rene.
Dopo la presentazione dei dati nazionali, ho presentato i dati e le attività del NITp nel 2025, ponendo l’accento sulle numerose iniziative dei gruppi di lavoro: in particolare, una ricognizione del gruppo rene sui risultati dei trapianti effettuati in doppio ed in singolo da donatori di età superiore a 70 anni, che ha portato ad una revisione del protocollo di utilizzo dei reni da donatori anziani. Il gruppo del trapianto di polmone sta lavorando, in collaborazione con CNT e SIAARTI, alla stesura di un documento di gestione del donatore di polmone, mirato ad ottimizzare il recupero dei polmoni da donatori marginali (DBD e DCD), anche attraverso un “counselling” offerto h24 da un gruppo di esperti ai reparti di terapia intensiva. Il gruppo ha anche elaborato altre proposte, come quella su un eventuale priorità di allocazione da riservare ai pazienti iperimmuni, e sull’assegnazione dei polmoni su una lista unica NITp orientata per LAS. Il gruppo fegato sta lavorando alla definizione di nuovi criteri da inserire nell’allocazione dei fegati per pazienti con indicazioni oncologiche e il gruppo cuore ha messo a punto un nuovo aggiornamento del protocollo di gestione del candidato al trapianto, all’interno del quale troverà collocazione una proposta per migliorare la trapiantabilità dei pazienti iperimmuni.
La parte rimanente della mattina è stata dedicata alla gestione del donatore a cuore fermo, andandone a rilevare gli aspetti clinici, organizzativi e di impatto sui riceventi. In particolare, è stato presentato il percorso di gestione medica ed infermieristica del donatore DCD di cuore, le peculiarità del trapianto e le implicazioni psicologiche nei riceventi. Il tema è stato poi allargato con le presentazioni sulla gestione del percorso di fine vita in terapia intensiva, andando ad approfondirne gli aspetti etici e medico-legali. E’ stato rimarcato di come stia progressivamente aumentando nelle terapie intensive la consapevolezza della necessità di affrontare in modo strutturale questo tema, indipendentemente dalla donazione, con la messa a punto di protocolli chiari e trasparenti, che siano un riferimento per tutti i professionisti sanitari che partecipano al percorso.
La sessione pomeridiana è stata aperta dalle presentazioni del CIR NITp su due temi di grande rilievo: il primo, quello delle nuove frontiere dello studio della compatibilità immunologica nel trapianto, presentate da Elena Longhi, mentre Daniele Vincenti ha presentato gli aggiornamenti nella valutazione del rischio ematologico nel donatore, anche alla luce dei numerosi casi valutati e discussi insieme al CNT. Nel primo caso, sono stati presentati i progressi tecnologici nello studio degli anticorpi anti-HLA e nella definizione della tipizzazione tissutale HLA, che rendono possibile una valutazione molto più precisa della compatibilità e del rischio immunologico del trapianto. Nel secondo, è emerso quanto sia diventata complessa la valutazione del rischio nei donatori, che impegna in modo sempre più pressante gli operatori degli ospedali di prelievo, quelli dei coordinamenti e dei centri trapianto, per fornire ai pazienti il massimo di sicurezza possibile.
Molto partecipata la successiva Tavola Rotonda sulla donazione di rene da vivente: sono state approfondite le varie fasi del percorso, rappresentando il ruolo dei diversi attori coinvolti, il CNT, i Centri Regionali dei trapianti, i nefrologi dei centri trapianto e quelli dei centri nefrologici non sede di trapianto, cercando di mettere in luce i nodi più rilevanti che erano stati enfatizzati nell’accordo della Conferenza tra Stato e Regioni del 2021. E’ emerso che molte delle indicazioni riportate nell’Accordo non sono ancora state realizzate in molte Regioni, e questa è la causa principale del mancato sviluppo del programma e dei numeri degli interventi, ancora largamente al di sotto delle potenzialità.
Il pomeriggio è proseguito con la sessione sul prelievo e trapianto di tessuti, con le nuove sfide sulla definizione di criteri di idoneità efficaci poste dal progressivo invecchiamento della popolazione dei donatori. Alessandra Grossi ha poi affrontato il tema dei nuovi modelli di comunicazione nella rete trapianti, ponendo l’accento sulla comunicazione tra medico e paziente, ma anche tra operatori sanitari, che nella rete trapianti assume particolare rilievo, dato il grande numero di professionisti sanitari coinvolti in ogni singolo processo e la complessità dello stesso.
La giornata si è conclusa con le premiazioni del miglior abstract presentato, che è risultato quello scritto da Daniele Vincenti e collaboratori NITp sulla valutazione del rischio di trasmissione di malattia ematologica nei donatori portatori di linfocitosi, e dei benemeriti NITp, segnalati dai coordinatori regionali: sono stati premiati con una pergamena Giuliano Boscutti, Roberto Peressutti, Gabriella Biffa, Raffaella Mistò, Franco Nodari, Ambra Sala, Antonio Stuani, Marilena Liviero Casartelli, Pantaleo Corlianò e Biancarosa Volpe.
Marina Morgutti, Presidente della Fondazione Trapianti, e Sergio Vesconi, coordinatore scientifico dell’ETS, hanno consegnato gli attestati alle strutture sanitarie che sono state valutate nell’ambito del Progetto Stella, che, nato in regione Lombardia, lo scorso anno è stato esteso ad altri ospedali delle regioni NITp. La riunione si è conclusa con i commenti finali di Lucia Pilati.
Sempre nel pomeriggio, in una sala separata, si è tenuto il Simposio dedicato alla componente chirurgica della rete trapianti: sono stati presentati gli aggiornamenti sul tema dell’utilizzo dei reni per singolo/doppio trapianto, dai quali è emerso che il risultato della biopsia renale non può più essere considerato l’unico elemento di giudizio per indirizzare l’utilizzo dei reni ad una delle due procedure, ma è necessario prendere in considerazione anche altri elementi, quali le dimensioni e l’aspetto macroscopico dei reni, le condizioni dell’albero vascolare (soprattutto in termini di accumulo della componente sclerotica), l’eventuale presenza di cisti renali o di altre lesioni del parenchima.
Molto spazio è stato dedicato agli aspetti di sicurezza relativi alla donazione ed il trapianto di rene da vivente, molto rilevanti anche in considerazione della recente introduzione di nuove metodiche chirurgiche mini-invasive che richiedono agli operatori grande competenza tecnica ed esperienza. Andrea Ambrosini ha presentato i risultati di un recente lavoro condotto in Regione Lombardia, che ha portato all’identificazione di nuovi indicatori di processo applicabili ai centri di trapianto, che consentono di effettuare un monitoraggio quantitativo e qualitativo dell’attività svolta.
La seconda parte del pomeriggio ha visto la presentazione di alcune criticità attuali ed opportunità future del programma, come quelle presentate da Umberto Cillo, che ha descritto una nuova tecnica di split-liver allargato al 4°segmento in macchina di perfusione, che potrà rappresentare una importante risorsa trapiantologica per i pazienti pediatrici di dimensioni superiori ai 40 kg, attualmente penalizzati nell’accesso al trapianto per la scarsa disponibilità di donatori pediatrici associata all’impossibilità di accedere al trapianto split convenzionale, limitato cioè al secondo e terzo segmento epatico. La parte finale del simposio è stata dedicata al trapianto di polmone, ed in particolare alle nuove procedure per migliorare il reperimento di questi organi, attraverso l’ottimizzazione del trattamento del donatore, il ricondizionamento polmonare “ex situ” e l’utilizzo anche per il polmone dei donatori a cuore fermo.
L’incontro di Trento si è concluso in un clima positivo e collaborativo, e la rete NITp si è congedata dandosi appuntamento tra un anno alla riunione 2027, che si terrà nelle Marche, nella città di Ancona.
*Massimo Cardillo
Direttore SC Trapianti Lombardia – NITp
IRCCS Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Milano