Il nitp festeggia 50 anni di attività

La Riunione Tecnico-Scientifica del NITp di quest’anno è stata l’occasione per celebrare i 50 anni dalla nascita dell’organizzazione, ma anche quella per discutere i temi più attuali che riguardano la trapiantologia e aggiornare i relativi protocolli operativi. Circa 400 operatori dell’area prelievo e trapianto hanno discusso i dati di attività e si sono confrontati sulle reciproche esperienze. A descrivere l’incontro, che da sempre rappresenta un forte momento di aggiornamento e di formazione per tanti professionisti sanitari della rete, sul versante donativo e trapiantologico, è, per riVivere, il dottor Massimo Cardillo, direttore della S.C. Trapianto Lombardia – NITp.

di Massimo Cardillo*

Lo scorso 18 novembre si è tenuta a Milano, presso l’Auditorium “Giovanni Testori” di Regione Lombardia, l’annuale Riunione Tecnico-Scientifica del Nord Italia Transplant program (NITp). Il NITp è stata la prima organizzazione ad avviare un programma di coordinamento dell’attività trapiantologica in Italia, nata all’inizio degli anni 70 grazie alla forte spinta visionaria del prof. Girolamo Sirchia, del prof. Vegeto a Milano e del prof. Piero Confortini a Verona, sull’esempio di quanto si stava già realizzando in Europa con l’organizzazione multinazionale Eurotransplant. Il NITp si è costituito a seguito della convenzione delle regioni Lombardia e Veneto, che identificarono il proprio Centro di Riferimento per l’immunologia ed il coordinamento dei trapianti nel Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti (oggi identificato nella struttura Complessa Trapianti Lombardia – NITp) della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, al quale la legge regionale del 1974 aveva conferito la funzione di Centro Regionale. Negli anni successivi sono seguite convenzioni anche con altre regioni (Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche) che, dalla fine degli anni ’80, hanno portato alla definizione dell’attuale area multiregionale di circa 20 milioni di abitanti.

Il Centro di Riferimento del NITp  svolge, per tutte le regioni convenzionate, parte delle funzioni operative dei rispettivi Centri Regionali, fornendo prestazioni “centralizzate” di coordinamento e di diagnostica di laboratorio per la gestione della lista d’attesa, l’allocazione degli organi e il follow-up dei pazienti trapiantati. Svolge anche attività di centralizzazione delle tipizzazioni HLA per i cittadini lombardi che si candidano all’iscrizione nel Registro Nazionale per la Donazione del Midollo (Italian Bone Marrow Donor Registry – IBMDR), in quanto sede del Registro Regionale della Lombardia. Il laboratorio di Immunologia dei Trapianti del NITp è il secondo laboratorio al mondo per volumi di attività al servizio di una rete di donazione e trapianto, dopo quello di San Paolo del Brasile.

Nel NITp sono nati molti dei programmi di trapianto che oggi sono il fiore all’occhiello della trapiantologia italiana: tra questi ricordiamo, nel 1983, il secondo trapianto di fegato in Italia, dopo quello di Cortesini a Roma, il primo trapianto di cuore nel 1985 a Padova, e, sempre nel 1985, all’Ospedale San Raffaele di Milano, il programma di trapianto di pancreas, che ha cambiato la vita in meglio a tantissimi pazienti diabetici; nel 1991, parte il trapianto di polmone, e, nel 1997, il trapianto split-liver, che consente l’utilizzo del fegato di un donatore deceduto per due pazienti, in genere un adulto ed un bambino. Grazie a questo programma, che si è poi sviluppato in tutta Italia, ed affermato come illustre esempio di collaborazione tra équipe chirurgiche, la lista d’attesa per il trapianto di fegato nel bambino nel nostro Paese è stata quasi azzerata. Nel 1997, nasce nel NITp anche il programma di trapianto di doppio rene, che consente di utilizzare con successo organi da donatori molto anziani o “marginali”, che prima non venivano utilizzati.

Gli anni 2000 sono quelli della nascita, a Pavia, del primo programma di donazione a cuore fermo, una modalità che rappresenta per molti versi il futuro della trapiantologia, potendo assicurare la potenziale disponibilità di un numero molto alto di donatori. Oggi, grazie anche allo sviluppo delle macchine per la conservazione e perfusione degli organi “ex situ”, ciò che sembrava impossibile, per il lungo tempo di accertamento della morte con criterio cardiocircolatorio in Italia, è una realtà, e questi programmi sono in continua crescita, anche nel nostro ospedale, con risultati dei trapianti molto buoni, del tutto sovrapponibili a quelli che si ottengono con organi da donatori a cuore battente. Negli anni, quindi, il Centro di Riferimento del NITp al Policlinico di Milano ha costituito il cuore pulsante dell’organizzazione dei trapianti in Italia, anche quando nel nostro Paese non esistevano strutture organizzative analoghe, ancor prima della costituzione del Centro Nazionale Trapianti.

Dal 1988, a rotazione, le Regioni che compongono il NITp organizzano una Riunione Tecnico-Scientifica a cadenza annuale, durante la quale circa 400 operatori dell’area prelievo e trapianto discutono i dati di attività, si confrontano sulle reciproche esperienze. L’incontro è sempre stato un forte momento di aggiornamento e di formazione per tanti professionisti sanitari della rete, sul versante donativo e trapiantologico. Quest’anno, la riunione è stata l’occasione per celebrare i 50 anni dalla nascita dell’organizzazione, ma anche quella per discutere i temi più attuali che riguardano la trapiantologia ed aggiornare i relativi protocolli operativi. 

La riunione è stata introdotta dal Presidente NITp, Mariano Ferraresso, che ha sottolineato l’importanza dell’anniversario e, dopo il saluto delle Autorità (l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, il Presidente della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano Marco Giachetti, il Direttore Generale Matteo Stocco, e il Direttore Scientifico Fabio Blandini), il coordinatore della regione Liguria Alessandro Bonsignore ha ricordato il compianto Andrea Gianelli Castiglione, che quest’anno ci ha lasciato dopo un’improvvisa malattia. Andrea è stato uno dei pionieri della rete e ha dedicato tutta la sua carriera professionale allo sviluppo del programma di donazione e trapianto, nella sua Liguria, nel Nord Italia Transplant ed infine al Centro Nazionale Trapianti. In particolare, è stato uno dei principali e convinti assertori della realizzazione del modello spagnolo nel procurement dei donatori, contribuendo già nei primi anni 90, nei gruppi di lavoro NITp, a mettere a punto le proposte per l’identificazione dei coordinatori regionali e locali della donazione, che poi sarebbero diventate legge nel 1999. Grazie anche al suo operato, la regione Liguria nel 1995 è stata una delle prime regioni italiane a nominare il Coordinatore Regionale dei Trapianti e i coordinatori locali negli ospedali di donazione. Nel NITp ha ricoperto numerose cariche, tra le quali quella di coordinatore del gruppo di lavoro dei Medici Legali. E’ stato Coordinatore Regionale Trapianti della regione Liguria, ove ha istituito uno dei primi coordinamenti regionali operativi in Italia, formando un gruppo di infermieri dedicati e mettendo a punto un modello che ha costituito un esempio per altre regioni italiane. Dal 1995 ha fatto parte del Direttivo del NITp, promuovendo l’inserimento della figura infermieristica all’interno del Direttivo, e nel febbraio 2022 è stato eletto Presidente del NITp. Nel 2000 è stato premiato dal NITp come benemerito del trapianto, prima di iniziare una importantissima e fruttuosa collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti, del quale è stato second opinion, medico-legale e docente dei corsi TPM, a livello nazionale ed internazionale. Tanti colleghi lo ricordano per tutto questo, ed anche per le sue grandi doti umane.

L’incontro è proseguito con una sessione celebrativa, moderata da Laura Chiappa e Luciano De Carlis, alla quale hanno preso parte Girolamo Sirchia, Mario Scalamogna, Francesca Poli, Tullia De Feo e Giuseppe Piccolo: è stata ripercorsa la lunga strada del NITp, dalla prima ideazione alla completa realizzazione ed applicazione del disegno organizzativo, fino ad immaginare come potrà essere strutturata la rete trapianti tra altri 50 anni. Come di consueto, poi, il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Giuseppe Feltrin, introdotto da me, ha presentato i dati di attività nazionale e le iniziative che il CNT sta portando avanti per consolidare gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni. La mattina si è conclusa con una sessione moderata da Patrizia Ferian, dedicata al confronto delle esperienze innovative nel procurement di organi e tessuti, con un approccio multi-disciplinare ed una rappresentatività di tutte le fasi del percorso in diverse realtà regionali. Nel pomeriggio, in una tavola rotonda molto partecipata, è stata affrontata l’importante tematica della biopsia renale, uno strumento prezioso di valutazione della qualità dei reni trapiantabili che impegna spesso la rete in un grande sforzo organizzativo: sono state evidenziate le problematiche e le criticità connesse a questa valutazione, ed elaborate alcune proposte per migliorare i percorsi e renderli più omogenei ed aderenti alle necessità della rete.    

La riunione è proseguita con una sessione dedicata agli aggiornamenti sul tema della sicurezza del donatore, alla luce delle nuove linee guida nazionali. Il tema è stato affrontato alla presenza di tre esperti nazionali, Paolo Grossi, Antonia D’Errico e Luigi Rigacci, che hanno puntualmente risposto alle domande dei “discussant”, ed hanno chiaramente delineato le complessità ed i cambiamenti che la rete trapianti sta vivendo su questi aspetti: oggi i donatori segnalati sono sempre più anziani, portatori di patologie che in qualche caso possono rappresentare un rischio di trasmissione con il trapianto (due terzi dei donatori utilizzati sono a rischio “non-standard”), e la valutazione di idoneità è un processo complesso che impegna tutta la rete ed in modo particolare le sedi donative. La successiva tavola rotonda, coordinata da Gabriella Biffa, è stata dedicata ai progetti di formazione e comunicazione, presentati dai coordinatori regionali: si è trattato di un confronto molto utile a stimolare meccanismi di emulazione delle esperienze maggiormente positive.

La riunione si è quindi conclusa con la presentazione delle attività e delle iniziative della Fondazione Trapianti Onlus. 

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Marina Morgutti ha ricordato la figura di Claudia Pizzi, medaglia al merito della sanità pubblica e precedente Presidente di Fondazione Trapianti, e Sergio Vesconi ha presentato il progetto “Stella”. Questo progetto si inserisce nell’ambito delle azioni intraprese per sostenere lo sviluppo dell’attività di donazione e trapianto in Italia e promuovere la crescita della cultura della donazione, con l’obiettivo di dare visibilità, presso l’opinione pubblica, dell’impegno delle strutture sanitarie in questo settore della medicina. Esso prevede il conferimento di un riconoscimento alle strutture sanitarie che dimostrino particolare attenzione e impegno sul tema della donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto, in particolare per quanto riguarda il governo del processo e le buone pratiche cliniche, e, dall’altro lato, stimolare tutti gli ospedali ad agire verso un miglioramento continuo del proprio assetto organizzativo in questo settore. Il riconoscimento è stato molto apprezzato dalle autorità ospedaliere e dagli operatori sanitari delle strutture sinora premiate, e le premiazioni sono state riprese da molti mezzi di informazione. Vesconi ha poi presentato il libro di Leonio Callioni e Francesca Boldreghini “Volti di rinascita. 55 storie di trapianti (ma potrebbero essere 55.000)”, un libro di storie scelte per raccontare il trapianto di organi, non solo come un intervento chirurgico frutto del progresso medico-scientifico, ma come scelta di solidarietà, che passa dalle storie di donazione al vissuto dei malati in attesa e alla rinascita dopo l’intervento. Infine, Marina Morgutti ha consegnato, al gruppo del Coordinamento Ospedaliero dei Prelievi (COP) dell’ospedale di Circolo di Varese, il premio di Fondazione Trapianti al miglior lavoro scientifico presentato al convegno, dedicato al tema dell’impatto dei tempi di ischemia sulla ripresa funzionale degli organi nel donatore a cuore fermo.

La riunione si è conclusa con la presentazione del neo-eletto Consiglio Direttivo NITp, e la premiazione dei Benemeriti, un momento dedicato al saluto ad alcune figure di rilievo della trapiantologia, che sono state collocate a riposo; quest’anno, il riconoscimento è stato conferito a quattro chirurghi che hanno fatto la storia del trapianto di fegato nel NITp: Michele Colledan, Luciano De Carlis, Giorgio Rossi, ed Andrea Risaliti. Inoltre sono stati anche premiati il direttore del centro trapianti di cuore dell’ospedale di Udine, Ugolino Livi, ed il direttore del centro trapianti di rene Domenico Montanaro. Il riconoscimento è anche andato a due biologhe storiche del Centro di Riferimento del NITp, Loretta Crespiatico ed Angela Nocco. Al termine, il Presidente Ferraresso ha elaborato le considerazioni conclusive, dando a tutti appuntamento al 2025.

Alla riunione plenaria è stato anche affiancato un Workshop formativo rivolto ai giovani chirurghi dedicato alle più recenti innovazioni delle tecniche di prelievo e trapianto, e sull’utilizzo delle macchine per la perfusione degli organi. 

In conclusione, celebrare i 50 anni del NITp ha significato anche ricordare tutti coloro che hanno preso parte a questa importante parte della storia dei trapianti in Italia, dando ciascuno un contributo importante. Il questi 50 anni, il lavoro di tanti professionisti nel NITp ha consentito di garantire il trapianto a 44.674 pazienti (24.419 trapianti di rene, 6.005 di cuore, 12.567 di fegato, 1.001 di pancreas, 1.813 di polmone, 14 di intestino), utilizzando gli organi di 15.269 donatori. A coronamento di questa importante attività, lo scorso 7 dicembre il centro di riferimento del NITp è stato premiato con il prestigioso attestato di Civica Benemerenza del Comune di Milano. L’augurio per il futuro è che si possa presto arrivare a migliorare ancora questi numeri, per dare la risposta più rapida ed efficace ai tanti malati che ogni giorno entrano nella lista d’attesa per trapianto di organi o tessuti.

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*direttore della S.C. Trapianto Lombardia – NITp

Foto 1: Mariano Ferraresso, Domenico Monatanaro, Massimo Cardillo, Tullia De Feo, Luciano De Carlis, Giorgio Rossi, Michele Colledan 

Foto 2: Attestato di Benemerenza Civica del Comune di Milano al NITp

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