Negli Stati Uniti il fulcro dell’attività di approvvigionamento degli organi e dei tessuti da donatori deceduti a scopo di trapianto è rappresento da queste particolari organizzazioni, su base territoriale, presenti in tutti gli Stati.
Si contano 57 organizzazione di questo tipo: la loro attività è definita dalle regole federali, e il loro compito è essenzialmente quello di gestire l’intero processo della donazione degli organi e dei tessuti, dalla identificazione del potenziale donatore fino al prelievo.
Le OPO operano in stretto contatto diretto con gli ospedali del loro ambito territoriale, ricevono la segnalazione della presenza di un potenziale donatore e intervengono sulla scorta di questo allertamento. Le OPO si avvalgono di personale sanitario, medici e infermieri, e tecnico opportunamente addestrato per svolgere le funzioni loro assegnate, che prevedono la valutazione di idoneità del donatore e degli organi, i rapporti con i famigliari e la proposta di donazione, la gestione clinica durante la fase di mantenimento prima del prelievo.
Le OPO lavorano in rete per trovare il miglior candidato attraverso la rete UNOS (United Nations of Organ Sharing) e si incaricano anche del trasporto degli organi verso i centri di trapianto.
Loro è anche il mandato di sensibilizzazione della cittadinanza alla donazione di organi.
Questo modello organizzativo, con l’intervento di una struttura terza tra la struttura di donazione e quella di trapianto, con compiti non solo organizzativi ma anche clinici, è molto differente da quello maggiormente diffuso in Europa, che prevede che tutto il processo, almeno fino al momento del prelievo, sia in pratica gestito dalla struttura che ha in carico il potenziale donatore.
Entrambi i modelli presentano punti di forza e di debolezza e non vi sono chiare dimostrazioni della superiorità dell’uno rispetto all’altro.