Sono strutture del sistema sanitario nazionale dove viene raccolto e conservato il sangue placentare, presente cioè nel cordone ombelicale.
Normalmente scartato assieme alla placenta, questo tipo di sangue è ricco di cellule staminali in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine ed è dunque una risorsa preziosa, utilizzabile per il trapianto in bambini e adulti di basso peso con malattie del sangue e del sistema immunitario. Il sangue del cordone ombelicale è la terza fonte di cellule staminali, dopo il midollo osseo e il sangue periferico.
La donazione non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato. Il sangue viene infatti raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale.
Le banche del sangue cordonale sono autorizzate a conservare, trattare e distribuire le cellule staminali emopoietiche raccolte a scopo di trapianto, garantendone idoneità, qualità, sicurezza, tracciabilità.
Numerosi studi e sperimentazioni hanno confermato la possibilità di utilizzare il sangue prelevato dal cordone ombelicale come fonte alternativa di staminali emopoietiche a scopo di trapianto.
Il trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche è un trattamento terapeutico nel quale ad una chemio-radioterapia segue l’infusione di cellule staminali emopoietiche prelevate da un donatore sano.
Le donne interessate alla donazione del sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi al reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale in cui partoriranno per manifestare la propria volontà alla donazione. Di regola le informazioni necessarie sono fornite durante i corsi di preparazione al parto tenuti dalle ostetriche che sono chiamate a svolgere un importante ruolo di sensibilizzazione.
La donazione è volontaria, anonima e gratuita. In Italia non è consentita la conservazione per uso autologo cioè personale del sangue del cordone ombelicale, tranne nei casi di patologie, tra i consanguinei del nascituro, per cui è riconosciuto clinicamente valido ed appropriato l’utilizzo terapeutico delle cellule staminali del sangue da cordone ombelicale
La legge italiana consente di esportare, presso una struttura estera e a proprie spese, il sangue di cordone ombelicale prelevato al momento della nascita del proprio figlio e conservarlo ad uso personale. Tuttavia la conservazione ad uso autologo presenta rilevanti incertezze scientifiche sulla capacità di soddisfare eventuali esigenze terapeutiche future ed è fortemente sconsigliata.
Attualmente meno del 10% dei punti nascita presenti in Italia ha programmi attivi di raccolta del sangue cordonale, un numero del tutto insufficiente a garantire adeguati volumi di materiale per l’attività delle banche.