Fondazione Trapianti: le origini

Il 21 aprile 1989 a Milano nasce la Fondazione Trapianti per iniziativa di Girolamo Sirchia, Mario Scalamogna e Franco Calori: un momento che segna l’inizio della nostra storia. Torniamo alle nostre radici.

di Francesca Poli*

Riportiamo indietro l’orologio del tempo al 21 aprile del 1989,   quando un giovane Girolamo Sirchia, un  giovanissimo Mario Scalamogna, e un meno  giovane Francesco – detto Franco – Calori si   trovarono a Milano in via Francesco Sforza 35 dove,  davanti al Notaio Sergio Barenghi e alle due storiche   segretarie Giusy Scotti e Maria Rosa Pennacchio diedero  vita alla Fondazione Trapianti, firmando l’atto  costitutivo. Tale atto fu subito accompagnato dallo  Statuto e da un patrimonio iniziale di lire 80.990.921  messo a disposizione dal professor Sirchia e del quale  garantì la piena ed assoluta disponibilità.

Il professore si impegnò anche a svolgere tutte le pratiche  richieste per il conseguimento della personalità giuridica  da parte della Fondazione e, come tale fu autorizzato a  portare all’atto e allo Statuto tutte le eventuali  variazioni.

La Fondazione, senza fini di lucro con sede in Milano  presso lo studio del dottor Riccardo Ghislanzoni in via  Mazzini 20, si pose, nell’ambito territoriale della  Regione Lombardia questi scopi:

  • promuovere lo sviluppo dell’organizzazione dei prelievi  e dei trapianti, favorendo fra le strutture sanitarie i  collegamenti necessari a facilitare il reperimento e  l’utilizzo di donatori ed il miglioramento della qualità  dei trapianti; promuovere studi e ricerche al fine di perfezionare le indagini cliniche e di  laboratorio necessarie per assicurare ai pazienti il successo dei trapianti.
  • Svolgere, sulla base dei programmi regionali, attività di aggiornamento degli  operatori medici e non medici interessati; promuovere e organizzare incontri e studi con organizzazioni di trapianto e  strutture sanitarie nazionali e straniere.
  • Raccogliere ed elaborare dati per la verifica e la valutazione dei risultati, la  definizione di proposte di protocolli operativi per il trattamento del donatore  per il prelievo multiorgano, per il trattamento dei pazienti in collaborazione  con il centro interregionale di riferimento; concorrere al miglioramento delle modalità di trasporto degli organi e delle  equipe sanitarie interessate.
  • Sviluppare programmi di informazione ed educazione sanitaria al fine di  sensibilizzare i cittadini e le parti sociali sul problema della donazione di  organi per incoraggiare l’espansione delle attività di prelievo e di trapianto.

L’assetto della Fondazione è rimasto tale, fino alla sua  rifondazione avvenuta il 21 dicembre 2011 con la nomina di Claudia Pizzi a  Presidente e di Mario Scalamogna a vice Presidente.

Condividi