Donazioni e trapianti: il sistema italiano trapianti soddisfa un fabbisogno del 50% circa dei pazienti in attesa

Nel 2025 l’Italia ha raggiunto risultati storici nella donazione e nel trapianto di organi, con 2.164 donazioni e 4.697 trapianti, confermandosi tra i Paesi leader in Europa. Persistono però livelli elevati di opposizione alla donazione, che rappresentano uno dei principali ostacoli all’aumento dell’attività trapiantologica. Aumentano le donazioni a cuore fermo, ma il trapianto da donatore vivente è ancora sotto le attese, nonostante segnali di lieve crescita. Il report del CNT sull’attività del 2025 evidenzia anche risultati record per tessuti e cellule staminali, a conferma della solidità del sistema.

Per il futuro, sarà fondamentale agire su informazione, organizzazione e innovazione per rispondere al fabbisogno dei pazienti in lista d’attesa. 

di Sergio Vesconi*

Nel corso della riunione degli Stati generali della rete trapiantologica, organizzata dal Centro Nazionale Trapianti a Roma a fine marzo, è stato presentato il report delle attività registrate nel 2025.

Come ha sottolineato Giuseppe Feltrin, direttore generale del CNT, si tratta di un bilancio complessivamente molto positivo, anche se non mancano alcuni aspetti critici che sono stati portati all’attenzione della rete sono e oggetto di specifiche azioni di miglioramento.

Emerge subito un dato. Le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato, sono state, nel 2025, 2.164 (con un incremento del 3,2% rispetto al 2024) e 3.293 le segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie ai prelievi di organi effettuati sono stati realizzati 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente, con un incremento dell’1,2%. 

Si tratta dei numeri più alti di sempre registrati in Italia, sia per le donazioni sia per i trapianti.

Il tasso nazionale di donazione si è assestato a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp), un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. 


Dati 2024 (Newsletter EDQM 2025).

Le regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono il Veneto (49,5 donatori pmp), la Toscana (47,3) e il Piemonte (41,9), ma occorre anche segnalare la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9), anche se il valore assoluto resta purtroppo ancora inferiore all’atteso.

Resta stabile invece in dato dell’opposizione al prelievo degli organi registrata nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori, che tiene conto sia dell’espressione rilasciata in vita sia, in assenza, del mancato consenso dei familiari: la percentuale dei “no” è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024.

Resta ancora significativo il tasso di opposizione in alcune regioni, attorno o superiore al 40%, con una preoccupante tendenza all’aumento.


da Report CNT 2026

Tasso di opposizione in Rianimazione 2025 (confronto con 2024) (Report CNT 2026)

Per avere un’idea concreta del “peso” di questo fenomeno, ricordiamo che nel 2025 il mancato consenso ha impedito il prelievo in 948 casi di potenziali donatori “idonei”: con un tasso di opposizione del 18% (simile a quello osservato in Spagna) si sarebbero avute 355 donazioni in più, che a loro volta avrebbero consentito l’effettuazione di circa 900 trapianti, a favore di altrettanti pazienti in lista d’attesa, con un incremento del 20% del numero complessivo. 

Con le donazioni crescono conseguentemente anche i trapianti. 

A segnare l’aumento percentuale maggiore sono stati anche quest’anno quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. 

In questo ambito una particolare criticità riguarda il trapianto di polmone, che segna un calo del 13,8% rispetto all’anno precedente. Guardando il panorama europeo è evidente che in questo campo le prestazioni sono inferiori all’attesa, pur tenendo presenti alcuni aspetti della popolazione dei nostri donatori, in particolare l’età, che limita in maniera significativa la possibilità del prelievo dei polmoni. Esistono tuttavia margini di miglioramento e il tema è oggetto di specifici interventi di analisi e di formazione previsti dal CNT per i prossimi mesi.

Newsletter EDMQ 2026

In aumento anche i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Tuttavia il trapianto di rene da vivente resta, con un dato di 6 pmp, al di sotto dei valori attesi, come risulta dal confronto con il panorama europeo, con gli ultimi dati disponibili (2024).

Newsletter EDMQ 2026

Anche questo tema è oggetto di specifici interventi migliorativi da parte del CNT, con particolare riferimento alla formazione dei sanitari dei reparti di nefrologia che hanno in carico i pazienti con grave insufficienza renale cronica.

Complessivamente in Italia nel 2025  sono stati effettuati 73,4 trapianti per milione di abitanti: a livello regionale il tasso più elevato è stato registrato in Veneto (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli-Venezia Giulia (95,4).

Questi dati, inseriti nel panorama internazionale europeo, confermano l’alto livello raggiunto nel nostro paese.


Dati Newsletter EDQM 2024.

Per quanto riguarda le liste d’attesa, non si osservano particolari variazioni rispetto agli anni precedenti.

Siamo di fronte a una generica capacità di soddisfare il fabbisogno del 50% circa, che potrebbe essere migliorata solo con importanti aumenti dell’attività di trapianto agendo su diverse direttrici:

capacità di identificazione dei potenziali donatori nelle strutture ospedaliere,

riduzione del tasso di opposizione,

utilizzo di organi marginali.

Il report si concentra anche su un aspetto molto significativo, quello rappresentato dalla donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, DCD), ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti, che si conferma uno dei settori trainanti dell’intera attività.

Le segnalazioni di donatori di questo tipo sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50.6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%). Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di donazioni sono passati da 85 a 111, dislocati in 17 regioni italiane.

Un dato che non viene riportato è quello che riguarda l’utilizzo dei sistemi di perfusione (machine perfusion, MP) ex situ degli organi, dopo il prelievo, prima dell’innesto nel ricevente. Si tratta di una metodica ormai consolidata, largamente impiegata nei nostri centri di trapianto, indispensabile in alcune situazioni (per esempio nel trapianto di polmone DCD), in rapida evoluzione tecnologica, in grado di garantire significativi miglioramenti nell’esito del trapianto, ma indubbiamente costosa con necessità di adeguate valutazioni di Health Technology Assessment.

Un punto dolente, invece, è il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica (CIE). 

Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8% (2.600.935 persone) ha preferito astenersi. L’aumento dei “no” ha riguardato tutte le regioni italiane e tutte le fasce di età, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. 

Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%).

Questi dati confermano che la possibilità di registrare la volontà con la CIE è uno strumento estremamente potente, se è vero che riguarda circa la metà della popolazione maggiorenne del nostro paese. Tuttavia l’incremento significativo del tasso di opposizione che abbiamo osservato in questi ultimi due anni, con una tendenza che non accenna a cambiare nei primi mesi del 2026, indica chiaramente la necessità di concentrare l’attenzione su questo tema, con particolare riferimento allo sviluppo di adeguate azioni informative rivolte alla popolazione per far sì che le persone facciano una scelta realmente informata e motivata.

Infine, il Report preliminare 2025 fa il punto anche sull’attività di donazione e trapianto di tessuti e di midollo osseo.

Lo scorso anno ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico.

Segno positivo anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%). Il numero degli iscritti attivi nel registro IBMDR (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare) è cresciuto ancora, arrivando a quota 525.682 (+2,6%), grazie al reclutamento nel 2025 di altri 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni.

Sergio Vesconi, Coordinatore scientifico Fondazione Trapianti ETS

https://trapianti.sanita.it/statistiche/home.aspx 

https://www.trapianti.salute.gov.it/sites/default/files/2026-03/Report%20Preliminare%20Integrazione_2025_R3.pdf

https://www.edqm.eu/en/newsletter-transplant

 

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