Intervista a Diletta Trojan, la prima donna e più giovane Presidente nella storia dell’Associazione Italiana delle Banche dei Tessuti.
di Francesca Boldreghini
Per i prossimi 3 anni, alla guida dell’A.I.BA.T. l’Associazione Italiana delle Banche dei Tessuti, ci sarà la dottoressa Diletta Trojan, trevigiana, classe 1987. Direttore della Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto ETS dal 2018, aveva già raggiunto un risultato straordinario, diventando Presidente dell’Associazione Europea delle Banche e portando il primato di prima italiana e più giovane alla guida delle Banche degli Stati Membri. Ora raggiunge un altro doppio record: è la prima donna e la più giovane Presidente anche dell’Associazione Italiana delle Banche dei Tessuti.
Si parla spesso di trapianto di organi. Meno di innesto di tessuti. Può spiegarci questo ambito meno conosciuto della chirurgia dei trapianti e la sua importanza per la cura di molteplici patologie?
Il trapianto dei tessuti, sebbene meno noto rispetto al trapianto di organi, riveste un ruolo davvero importante nella medicina dei trapianti. Innanzitutto, specifichiamo che quando parliamo di tessuti ci riferiamo a tessuti muscolo-scheletrici, cardio-vascolari, placentari, tessuto cutaneo, nervoso e adiposo provenienti da donatore, utilizzati poi in molteplici aree chirurgiche per migliorare la vita di migliaia di pazienti.
Il trapianto di tessuti ha la funzione di riparare e rigenerare i danni causati da traumi o malattie, come in ortopedia dove gli innesti ossei sono fondamentali per la cura delle fratture complesse o per ripristinare una mobilità compromessa attraverso la ricostruzione degli arti danneggiati. L’utilizzo della membrana amniotica, estratta dalla placenta donata dalle mamme che partoriscono con taglio cesareo programmato, diventa fondamentale nel trattamento dei grandi ustionati, per guarire ulcere croniche o addirittura nelle artrosi. L’utilizzo dei tessuti vascolari permette di ristabilire la circolazione sanguigna e consente la ricostruzione di piccoli e grandi vasi compromessi. Normalmente, i tessuti sono “salva funzione”, cioè il trapianto va a migliorare funzioni compromesse, ma in alcune situazioni diventano essenziali per la sopravvivenza del paziente, come in campo pediatrico, dove l’utilizzo di valvole cardiache può salvare la vita a numerosi bambini affetti da malformazioni cardiache.
Quante sono le banche dei tessuti in Italia e che funzione hanno?
Le banche dei tessuti sono delle strutture sanitarie pubbliche o private senza scopo di lucro, dislocate sul territorio nazionale, che si occupano di raccogliere, processare, conservare e distribuire tessuti umani destinati al trapianto. Le Banche garantiscono che i tessuti siano idonei e sicuri per l’uso chirurgico e per questo seguono rigorosi protocolli di qualità e sicurezza. In Italia operano circa 30 banche dei tessuti suddivise per tipologia di tessuto.
Le banche rientrano nella più ampia definizione di Istituti dei tessuti, designate o accreditate dalle Autorità Competenti dei Paesi Membri dell’Unione Europea.
Perché serve un’associazione di banche dei tessuti?
L’Associazione delle Banche dei Tessuti è nata con l’obiettivo di promuovere l’attività scientifica, formativa, culturale nel campo del tissue banking e contribuire alla diffusione e al miglioramento dei tessuti omologhi utilizzati per il trapianto. Le Banche dei Tessuti operano in diverse regioni e con diverse specializzazioni, un’associazione facilita il coordinamento e la collaborazione tra queste strutture, promuovendo progetti di ricerca comuni con lo scopo di aumentare i tessuti disponibili per i trapianti. Inoltre, l’Associazione rappresenta tutte le Banche dei Tessuti a livello nazionale ed internazionale e può collaborare con le Istituzioni e altre organizzazioni; può offrire anche un’opportunità di sviluppo professionale per gli operatori del settore, migliorando le loro competenze attraverso confronti e formazione.
Questi aspetti contribuiscono a migliorare l’efficacia e l’efficienza delle banche, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità della vita di pazienti che necessitano di un trapianto di tessuto.
A che punto è la ricerca sui tessuti?
La ricerca sui tessuti continua a fare passi da gigante specialmente nel campo della medicina rigenerativa e della biotecnologia.
Occorre però sottolineare che tutta l’attività di una banca dei tessuti è disciplinata da normative di derivazione europea sul banking tissutale, i cui aspetti regolatori prevedono che i tessuti omologhi processati in una banca debbano essere sottoposti a manipolazione minima o non rilevante, altrimenti sotto un profilo giuridico, il tessuto diventa a tutti gli effetti un prodotto di ingegneria tissutale e come tale soggetto alla relativa disciplina.
Quindi gli studi promossi dalle Banche dei tessuti sono volti a sostenere progetti che garantiscono l’utilizzo di tessuti appropriati e sicuri a tutti i pazienti, incoraggiando sinergie tra chirurghi, mondo della ricerca ed Istituzioni.
Di recente, il nostro Istituto ha sviluppato protocolli innovativi di decellularizzazione e liofilizzazione, approvati dal Centro Nazionale Trapianti.
Parliamo un po’ di lei, com’è nata la sua passione per la scienza e quando ha scelto di occuparsi di medicina dei trapianti?
Le materie scientifiche mi hanno sempre appassionata fin da piccola, trasmesse dalla passione di mio papà per la scienza e portate avanti grazie alla diligenza trasmessa da mia mamma. Infatti, non ho avuto dubbi nello scegliere il liceo scientifico così da poter approfondire le materie di carattere tecnico e poi proseguire il percorso di studi in tale senso a Parigi presso l’Université Pierre et Marie Curie.
Donne e trapianti. Il settore dei trapianti è da sempre prettamente maschile: è ancora così o qualcosa sta cambiando?
Direi che la prevalenza maschile è tuttora confermata. Nella mia esperienza però devo dire che lavorando sodo e dimostrando competenza non mi sia mai trovata in una situazione di disagio o di esclusione, anzi. Lavorare in questo modo mi stimola a migliorare ulteriormente, personalmente la prendo come una sfida. Quando mi chiedono che consiglio dare alle ragazze che vogliono intraprendere questa strada dico: “Non aspettate che qualcuno vi apra la porta, sfondate voi il portone”.
Quali obiettivi si pone per il suo mandato?
Gli obiettivi sono tanti, il primo è sicuramente quello di potenziare le Regioni ove non c’è una Banca dei Tessuti. Questo per fornire a tutti un equo accesso alle cure. In aggiunta, stiamo studiando di ampliare l’età dei donatori, valutando la qualità dei tessuti donati, per ampliarne la disponibilità, mantenendo sempre alto il livello di qualità e sicurezza. Infine, per me è molto importante armonizzare i requisiti minimi che ogni Istituto dei Tessuti adotta dal prelievo al trapianto del tessuto umano.
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